Le lacrime spese nel giorno del loro ultimo match si sono oramai asciugate. Ed ora, i loro occhi indagano con curiosità e fiducia lungo la linea dell’orizzonte, alla ricerca di quelli che saranno i contorni del loro rispettivo futuro.
Lo scorso 4 maggio, dopo il combattuto match contro il Comano, Mattia Pareti e Manuel Scavone hanno riposto per l’ultima volta il loro equipaggiamento “orange”. E si sono lasciati travolgere dall’affetto, ovviamente ricambiato, di tutta la Volksbank Arena. Che, per l’occasione, era gioiosamente pavesata a festa. In loro onore.
Mattia, il Capitano degli Orange, undici stagioni di militanza al Bozner FC, conditi con 218 gettoni di campionato (tra Promozione ed Eccellenza) e 9 gol. Sommati alle quattro stagioni con i vicini di casa della Virtus Bolzano ed alla stagione con il Neugries corrispondono a 315 presenze, onorate con 34 gol.
Manuel, il Metronomo degli Orange, sei stagioni “di apprendistato” all’Fc Südtirol (125 presenze e 19 gol). Dopo i quali, il “numero 29” più elegante della cadetteria ha raccolto – tra Serie B, Serie C, Lega Pro, Coppa Italia ed incontri di playoff tra B e C – la bellezza di 33.165 minuti giocati. Tradotti in cifre più malleabili: 488 incontri, 50 gol e 18 assist. Numeri di una carriera gratificante davvero.
Mattia proseguirà la sua carriera di calciatore, Manuel ha ammesso pubblicamente (anche in una recente intervista pubblicata sul quotidiano Alto Adige) l’esaurimento della personale scorta di stimoli. Senza i quali, anche un campione navigato non ha espedienti per sopperire alla lacuna.
Il loro rapporto professionale sul campo si è sempre sorretto su importanti – e reciproche – attestazioni di stima e rispetto. Fuori dal rettangolo verde, invece, Mattia e Manuel condividono pure lo stesso “credo” per le scienze motorie. Lavorando (e collaborando) a stretto contatto ad “Ath29”, lo Studio di preparazione fisica e personal trainer in piazza Firmian a Bolzano.
Mattia e Manuel, “inevitabilmente” verrebbe da dire, hanno dato il loro consenso per orchestrare la seguente intervista “a doppia mandata”. Che proponiamo – anche attraverso i social – sul nostro sito ufficiale…
Mattia, 11 anni di Bozner sono pressochè una vita. Senti di aver dato tutto alla causa oppure hai la sensazione di lasciare qualcosa di non compiuto?
“Quando dura così tanto tempo – ammette il Capitano – significa che da entrambi le parti si è provato a dare tutto. Ho ricevuto tantissimo e spero di essere stato bravo a restituire di conseguenza”.
Manuel, una carriera lunghissima e assolutamente lusinghiera, costruita in vent’anni di professionismo. A partire da quel fatidico 2004/05, il momento del tuo esordio all’Fc Südtirol. Hai mai pensato: “Quale sarebbe potuto essere il mio mestiere se non ci fosse stato il calcio”?
“Non ho mai pensato ad alternative diverse dal pallone. Però ho ultimato gli studi universitari, laureandomi. Per potermi realizzare nel momento in cui avrei deciso di chiudere la lunga parentesi dedicata alla carriera di calciatore”.
Il vostro momento più alto e più basso al Bozner?
Mattia: “Il più alto sicuramente la finale contro Budoni per salire in serie D, con Mister Toccoli. E la vittoria del campionato con Mister Ianeselli in Promozione. Il più basso sicuramente il grave infortunio alla caviglia di due anni fa. Una vera mazzata per il morale…”.
Manuel: “Posso solo dire, con certezza assoluta, quanto in questi anni al Bozner Mattia sia stata una figura fondamentale. Che mi ha supportato nei delicati momenti di transizione del salto di categoria. In questo senso, la sua presenza si è rivelata fondamentale. Mattia è una persona eccezionale, solare, un grande capitano. Lo considero un vero amico e non posso che augurargli il meglio. Dal Bozner mi porto via la sua conoscenza…”.
Se vi voltaste indietro, quale stagione indichereste come la migliore della vostra carriera?
Mattia: “La vittoria del campionato di Promozione con Mister Ianeselli è stato il vero momento top: una grande squadra, una grande vittoria, uno staff meraviglioso ed un gruppo pazzesco. Tutto ciò che si insegue nel calcio, quando si vuole primeggiare e vincere”.
Manuel: “Il momento più alto della mia carriera forse sono stati gli anni di Parma. Sia a livello fisico che agonistico, con i Ducali ho realmente raggiunto la maturità agonistica. Successivamente affinata nell’anno speso a Lecce”.
– Il maestro di calcio e l’allenatore che non smetterete mai di ringraziare…
Mattia: “Tutti sono stati importanti. Toccoli, ad esempio, mi ha cambiato ruolo, regalandomi un inedito percorso agonistico. Ho avuto la fortuna di lavorare con grandi figure in panchina. Impossibile nominarne una tra tutte. Ed anche con gli assistenti e gli staff mi sono sempre considerato molto fortunato”.
Manuel: “Nicola Lo Russo, senza dubbio. L’uomo e l’allenatore che hanno fatto nascere in me la grande passione per il calcio. Poi Alfredo Sebastiani e Fausto Grandi all’Fc Südtirol. Capaci di sostenermi con efficacia nel mio percorso di crescita. Poi, Attilio Tesser a Novara. Posso tranquillamente affermare che tutti mi abbiano dato tanto. Ed io ho “rubato” qualcosa a tutti”.
Una miriade di compagni di squadra in questa lunghissima carriera trascorsa sui campi da calcio. Quanti e quali amici veri avete incontrato lungo la vostra strada; quanto vi hanno arricchito umanamente?
Mattia: “Il Bozner, e lo sport in generale, mi hanno arricchito con relazioni ed amicizie che nella mia vita rimarranno tangibili per sempre. Farei fatica a nominarne uno, ma anche dieci! Perché tantissimi compagni di squadra, quotidianamente, fanno parte della mia vita”.
Manuel: “Ho avuto la fortuna di mantenere ottimi rapporti umani con tanti compagni di squadra. Ancora oggi molte relazioni sono intense e positive. E continueranno a protrarsi nel tempo”.
La partita che vorreste rigiocare e quella che rimarrà per sempre la più bella ed importante della vostra carriera.
Mattia: “La più emozionante un Bozner Fc – Laives, quando vincemmo il campionato. Venivamo da alcuni risultati negativi, che ci costarono il primo posto in classifica. Quella partita la vincemmo al 94’, con un eurogol da fuori area di Andrea Orsolin. Esultanza pazzesca di tutta la panchina. Brividi incredibili che, al solo pensiero, mi accompagnano tuttora”.
Due domeniche fa è stato uno di quei momenti che rimarranno per sempre tangibili nei vostri ricordi. Avete realizzato l’idea che oltre il match col Comano c’erano solo i titoli di coda?
Mattia: “Io posso solo cogliere quest’occasione per ringraziare davvero tutti. Per la bellissima festa che ci hanno regalato. Dopo la partita col Comano non mi sono reso conto di quello che stava accadendo…”. Poi, aggiungiamo noi, è arrivata la vittoria della salvezza definitiva contro il San Paolo. Quella dove, al termine, Mattia è stato dapprima omaggiato sul campo. In seguito, portato in trionfo in spogliatoio, da tutti i compagni di squadra…
Manuel: “La scelta di smettere l’avevo maturata da un po’. Sentivo gli stimoli venir meno. Quindi la scelta di chiudere è venuta naturale. Ti prepari per questo momento poi, quando arriva, non si è mai pronti. L’emozione, dopo il match col Comano, è stata importante. Vedere i miei cari ed i amici con le mie maglie… Devo ammettere che è stato qualcosa di indimenticabile. Unitamente ai saluti di tanti amici ed ex colleghi, raccolti da mia moglie in un file video a sorpresa”.
Esistono al Bozner FC giovani emergenti che potreste indicare come vostri eredi in Orange?
Mattia: “Qui lascio un gruppo di giovani, che sono arrivati in prima squadra e che adesso vi rimarranno in pianta stabile, per tantissimo tempo. I fratelli Wiedenhofer, Baijrami, Gamper, Willeit, Dalle Ave Gaerber. E mi auguro, con tutto il cuore, che molti altri si possano aggiungere a loro”.
Manuel: “Non mi va di far nomi. Sicuramente ha tanti giovani interessanti. Potranno esserci anni di transizione, per creare uno “zoccolo duro” e permettere ai giovani di crescere in tranquillità. Ce ne sono tanti, comunque. Crescendo nel contesto giusto, sapranno togliersi molte soddisfazioni”.
Da oggi come cambierà la vostra vita?
Mattia: “A differenza di Manuel, continuerò a giocare. Quindi cambierò colori, ma per qualche anno la mia carriera continuerà. Comunque, quando ho comunicato a Jack Degasperi la decisione di andare via, ci siamo lasciati con la reciproca speranza che fosse un arrivederci, non un addio. Vediamo cosa succederà in futuro”.
Manuel: “Negli ultimi due anni è già cambiata, essendomi creato un’avviata attività di personal trainer, pilates e fisioterapia con lo Studio “Ath29”. La mia connessione con il campo potrei ripristinarla in futuro, calandomi in una nuova veste. Che possa regalarmi nuove soddisfazioni. Ma, al momento, non ho ancora le idee chiare a riguardo”.
Cosa vi sentite di augurare all’altro, per il futuro?
Mattia: “Auguro a Manuel di ritagliarsi fuori dal campo le stesse soddisfazioni che ha avuto nella sua lunga carriera. Lo merita, anche perché è una persona limpida, come piace a me!”.
Manuel: “A Mattia auguro il meglio. E non potrei fare altrimenti, dopo tutto quello che lui ha saputo fare per me in questi anni al Bozner FC. Una figura davvero fondamentale. Lo ripeto, alla Volksbank Arena ruberò la sua conoscenza. E la porterò con me!”.
In bocca al lupo, allora, ragazzi!
E… Buon Tutto!


